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Prevenzione e profilassi delle cadute (non solo) in età avanzata

Prevenzione delle cadute e profilassi delle cadute

Le cadute tra le persone anziane sono un problema comune e spesso devastante. Non di rado sono accompagnate da lesioni gravi che portano a dolori cronici, limitazioni funzionali e a una riduzione della qualità della vita. Ma quali sono i fattori di rischio? E si può davvero ridurre il rischio di caduta con una prevenzione mirata e un allenamento specifico? Numerosi autori e studi scientifici in tutto il mondo si occupano di questa diffusa tematica. In Germania, l'Iniziativa Federale per la Prevenzione delle Cadute (BIS) – una rete di scienziati ed esperti del settore – studia il fenomeno ed elabora raccomandazioni, pubblicando recentemente un aggiornato documento di raccomandazione [1]. In questo articolo approfondiamo e facciamo ampio riferimento a questa interessante pubblicazione. Ringraziamo per questo lavoro e per l'autorizzazione all'uso (nota di licenza).

Le cadute e le loro conseguenze

Gli infortuni accidentali rappresentano la quinta causa di morte tra gli adulti più anziani (dopo le malattie cardiovascolari, il cancro, l'ictus e le malattie polmonari), e le cadute costituiscono ben due terzi di questi decessi. Negli Stati Uniti, circa tre quarti dei decessi dovuti a cadute si registrano nel 13% della popolazione di età pari o superiore a 65 anni, evidenziando come si tratti di un problema primariamente geriatrico. Circa il 40% di questa fascia d'età che vive a casa cade almeno una volta all'anno, e circa uno su 40 viene ricoverato in ospedale. Tra coloro che vengono ospedalizzati dopo una caduta, solo la metà circa è ancora in vita un anno dopo. Le cadute ripetute dovute a instabilità e insicurezza nell'andatura sono tra i motivi più frequenti di ricovero in una casa di cura [2]. In molti casi, la vita dopo una caduta non è più la stessa [1]. Oltre al maggiore rischio di lesioni e all'aumento del tasso di mortalità, tali incidenti comportano anche enormi costi economici [3].

I rischi

La maggior parte delle cadute è favorita da fattori di rischio quali debolezza, perdita di forza, calo della resistenza e della forma fisica, andatura instabile, vertigini ortostatiche, stato confusionale e l'assunzione di determinati farmaci. A ciò si aggiunge che con l'avanzare dell'età la mobilità delle articolazioni diminuisce (ad esempio a causa dell' artrosi, in particolare degli arti inferiori, che ha un forte impatto sulle potenziali cadute). Di conseguenza, l'andatura diventa più rigida, meno controllata e quindi più pericolosa. Con il rallentamento della velocità di conduzione nervosa dovuto all'età, si riducono anche i riflessi posturali e, di conseguenza, il controllo del corpo nelle persone anziane. La forza muscolare si riduce e l'altezza del passo si abbassa. Anche l'orientamento spaziale diminuisce. A causa di tutti questi fattori, non si è più in grado di reagire con la stessa efficacia in caso di inciampo o perdita di equilibrio. Spesso, tuttavia, anche ostacoli banali e fattori ambientali come cavi scoperti, tappeti logori o mobili instabili causano cadute. Il vero problema delle cadute nella popolazione anziana non è solo l'elevata frequenza dell'evento – anche i bambini piccoli e gli atleti cadono spesso – ma piuttosto la combinazione di questa frequenza con una forte vulnerabilità alle lesioni. Quest'ultima è dovuta a una combinazione di varie patologie cliniche (come l' osteoporosi) e alterazioni fisiologiche legate all'età (come la polimielite e i riflessi protettivi rallentati). Queste condizioni rendono estremamente pericolosa anche una caduta lieve, che può portare a gravi lesioni. Inoltre, il recupero da un infortunio da caduta è spesso ritardato e parziale nelle persone anziane, il che a sua volta aumenta il rischio di ulteriori cadute a causa del decondizionamento fisico. Un'ulteriore complicazione è la sindrome ansiosa post-caduta, per cui una persona riduce la propria attività per un timore forse eccessivo di cadere di nuovo. Questo contribuisce a un ulteriore indebolimento, perdita di forza e andatura anomala, aumentando drasticamente il rischio di caduta a lungo termine [2].

La prevenzione delle cadute

Esistono ormai numerose prove del fatto che i programmi più efficaci (e vantaggiosi in termini di costi) per la riduzione delle cadute debbano essere multifattoriali e personalizzati. In via preliminare, i fattori medici evidenti come disturbi cardiovascolari, anemia o terapie farmacologiche inadeguate dovrebbero essere risolti, se possibile, attraverso un consulto medico. Per i pazienti con disturbi dell'andatura e dell'equilibrio può essere utile l'adattamento di ausili (come bastoni da passeggio, deambulatori o calzature adeguate). Poiché i fattori ambientali esterni giocano un ruolo fondamentale nelle cadute in età avanzata, è opportuno ridurre i pericoli ispezionando l'ambiente domestico. Fattori di rischio e ostacoli in casa, come tappeti usurati, cavi esposti o mobili instabili, vanno individuati e rimossi. Per ridurre il rischio di caduta è consigliabile l'uso di ausili come maniglioni di sicurezza, tappetini antiscivolo in bagno o eventuali rialzi per il WC [2]. Interventi terapeutici manuali di supporto, eseguiti da fisioterapisti o osteopati, possono essere molto utili per ripristinare o migliorare la mobilità. Questi trattamenti possono anche alleviare i disturbi fisici e aumentare il piacere del movimento. Fondamentale è però anche un allenamento autonomo e costante a casa, per migliorare le capacità fisiche e garantire un'ottimale prevenzione delle cadute.

L'allenamento ideale

Affinché un programma di prevenzione sia il più efficace possibile, dovrebbe prevedere inizialmente test sistematici per valutare il rischio di caduta e, successivamente, interventi mirati con programmi di movimento e allenamento [1]. Guralnik et al [4, 5] hanno sviluppato la Short Physical Performance Battery (SPPB), una batteria di test clinici che copre le principali capacità motorie come forza, equilibrio e velocità del cammino, ed è ampiamente utilizzata a livello internazionale [1]. Ma anche il test modificato Timed Up-and-Go (TUG) [6] rappresenta un eccellente strumento di screening per valutare la mobilità funzionale e il rischio di caduta [1].

Contenuti e raccomandazioni di allenamento

I programmi di allenamento efficaci devono essere multicomponente, integrando esercizi funzionali di forza ed equilibrio con esercizi di coordinazione [1]. Lo dimostrano recenti meta-analisi e revisioni sistematiche [1, 7, 8, 9, 10, 11]. Un allenamento funzionale dell'equilibrio dovrebbe includere sia esercizi statici con riduzione della base di appoggio (ad es. posizione in tandem, semi-tandem o monopodalica) sia esercizi dinamici e reattivi in cui il corpo viene volutamente sbilanciato (ad es. cammino in tandem e vari tipi di rotazione del busto, ovvero perturbazioni autoindotte) [1, 12]. Inoltre, sono raccomandati esercizi che sollecitano i gruppi muscolari coinvolti nel controllo posturale, come il sollevamento sui talloni e sulle punte dei piedi, nonché compiti doppi o multipli (dual-task) [13] e variazioni sensoriali (ad es. allenarsi su superfici instabili o a occhi chiusi) [1, 14]. Il livello di difficoltà dell'allenamento deve essere sempre adattato individualmente alle capacità del paziente e aumentato in modo progressivo [1, 12, 15, 16]. È utile anche affrontare gli aspetti psicosociali, in particolare la paura di cadere, promuovendo la correlazione tra benessere e attività fisica, tenendo conto delle motivazioni personali, delle barriere individuali e degli aspetti cognitivi [1]. Oltre all'equilibrio, l'allenamento funzionale della forza aiuta a mantenere l'indipendenza nelle attività quotidiane, come salire le scale o fare i lavori domestici, il più a lungo possibile. In questo contesto, l'attenzione deve essere rivolta soprattutto agli esercizi per aumentare la forza degli arti inferiori [1, 12, 17, 18]. Dopo una fase iniziale di adattamento, si dovrebbe puntare a un'intensità da moderata a elevata (60-80% del carico massimo possibile) [1]. Questo permette alle persone anziane di continuare a vivere in modo indipendente tra le proprie mura domestiche. L'allenamento della forza è fondamentale, ma da solo non sembra essere sufficiente a ridurre il rischio di cadute [1]. Anche la resistenza e la forma fisica generale dovrebbero essere preservate, allenate e, per quanto possibile, migliorate. Idealmente, le persone anziane dovrebbero eseguire il programma di esercizi almeno due volte a settimana. Inoltre, i soggetti a rischio di caduta dovrebbero seguire un programma di allenamento continuo per tutta la vita, per contrastare le cadute a lungo termine. In caso contrario, vi è il rischio che, una volta interrotto l'allenamento, i benefici funzionali svaniscano e il rischio di caduta torni a salire [1].

Conclusione

In primo luogo si determinano i fattori di rischio individuali, in modo da poter strutturare una terapia mirata. Successivamente, in fisioterapia si esegue un allenamento personalizzato della camminata, agendo in modo mirato sui rispettivi fattori (come debolezza, forza, equilibrio, limitazioni articolari, ecc.). Gli studi più recenti dimostrano che è soprattutto un allenamento preventivo e precoce a portare a una significativa riduzione del rischio di caduta. Questo dovrebbe basarsi su esercizi funzionali di equilibrio, forza e resistenza. È quindi la combinazione di molti singoli interventi a rendere un programma di prevenzione delle cadute davvero efficace. E gli esercizi dovrebbero essere proseguiti il più a lungo possibile, idealmente per tutta la vita, per contrastare le cadute in modo duraturo [1]. Tuttavia, a causa della natura complessa delle cadute, la valutazione medica dei rischi e l'attuazione di interventi adeguati rimangono ancora oggi una sfida importante [2].



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Bibliografia

[1] Documento di raccomandazione per l'allenamento fisico di gruppo per la prevenzione delle cadute nelle persone anziane che vivono a casa

Aggiornamento delle linee guida dell'Iniziativa Federale per la Prevenzione delle Cadute del 2009

Carl-Philipp Jansen, Michaela Gross, Franziska Kramer-Gmeiner, Ute Blessing, Clemens Becker, Michael Schwenk, corrispondente, all'Iniziativa Federale per la Prevenzione delle Cadute

Z Gerontol Geriatr. 2021; 54(3): 229–239.

Pubblicato online il 7 aprile 2021. Tedesco. doi: 10.1007/s00391-021-01876-w; nota di licenza

[2] Falls in older people: Epidemiology, risk factors and strategies for prevention

L. Z. Rubenstein

Age Ageing, vol. 35, no. SUPPL.2, pp. 37–41, 2006.

[3] The effect of fall prevention exercise programmes on fall induced injuries in community dwelling older adults: Systematic review and meta-analysis of randomised controlled trials

F. El-Khoury, B. Cassou, M. A. Charles, e P. Dargent-Molina

BMJ, vol. 347, no. October, pp. 1–13, 2013.

[4] Lower-extremity function in persons over the age of 70 years as a predictor of subsequent disability

J.M. Guralnik, L. Ferrucci, E.M Simonsick, M.E.  Salive, R.B. Wallace

N Engl J Med. 1995;332(9):556–562. doi: 10.1056/NEJM199503023320902.

[5] A short physical performance battery assessing lower extremity function: association with self-reported disability and prediction of mortality and nursing home admission

J.M. Guralnik, E.M. Simonsick, L.  Ferrucci, R.J. Glynn, L.F. Berkman, D.G. Blazer, P.A. Scherr, R.B. Wallace

J Gerontol. 1994;49(2):M85–M94. doi: 10.1093/geronj/49.2.M85.

[6] The timed “Up & Go”: a test of basic functional mobility for frail elderly persons

D. Podsiadlo, S. Richardson

J Am Geriatr Soc. 1991;39(2):142–148. doi: 10.1111/j.1532-5415.1991.tb01616.x.

[7] Interventions for preventing falls in older people living in the community

L.D. Gillespie, M.C. Robertson, W.J. Gillespie, C. Sherrington, S. Gates, L.M. Clemson, S.E. Lamb

Cochrane Database Syst Rev. 2012 doi: 10.1002/14651858.CD007146.pub3.

[8] Interventions to prevent falls in community-dwelling older adults: US preventive services task force recommendation statement

Grossman DC, Curry SJ, Owens DK, Barry MJ, Caughey AB, Davidson KW, Doubeni CA, Epling JW, Kemper AR, Krist AH, Kubik M, Landefeld S, Mangione CM, Pignone M, Silverstein M, Simon MA, Tseng C-W.

JAMA. 2018;319(16):1696–1704. doi: 10.1001/jama.2018.3097.

[9] Exercise to prevent falls in older adults: an updated systematic review and meta-analysis

Sherrington C, Michaleff ZA, Fairhall N, Paul SS, Tiedemann A, Whitney J, Cumming RG, Herbert RD, Close JC, Lord SR.

Br J Sports Med. 2017;51(24):1750–1758. doi: 10.1136/bjsports-2016-096547.

[10] Exercise for preventing falls in older people living in the community

Sherrington C, Fairhall NJ, Wallbank GK, Tiedemann A, Michaleff ZA, Howard K, Clemson L, Hopewell S, Lamb SE.

Cochrane Database Syst Rev. 2019 doi: 10.1002/14651858.CD012424.pub2.

[11]  WHO Draft for Consultation: Exercise for preventing falls in older people living in the community: update of Cochrane Systematic Review

OMS (2020a) Accesso: 19 maggio 2020

[12] Exercise for preventing falls in older people living in the community

C. Sherrington, N.J. Fairhall, G.K. Wallbank, A. Tiedemann, Z.A. Michaleff, K. Howard, L. Clemson, S. Hopewell, S.E. Lamb

Cochrane Database Syst Rev. 2019 doi: 10.1002/14651858.CD012424.pub2.

[13] Dual-task performances can be improved in patients with dementia: a randomized controlled trial

M. Schwenk, T. Zieschang, P. Oster, K. Hauer

Neurology. 2010;74(24):1961–1968. doi: 10.1212/WNL.0b013e3181e39696.

[14] An exercise sequence for progression in balance training

T. Muehlbauer, R. Roth, M. Bopp, U. Granacher

J Strength Cond Res. 2012;26(2):568–574. doi: 10.1519/JSC.0b013e318225f3c4.

[15] Sturzprophylaxe im Alter – Grundlagen und Module zur Planung von Kursen. Neue Aktive Wege.

E. Freiberger, D.S. Schoene

Colonia: Deutscher Ärzte Verlag; 2010.

[16] Sturzprophylaxe durch Bewegung.

P. Regelin

Magonza: Landeszentrale für Gesundheitsförderung in Rheinland-Pfalz e. V; 2017.

[17] Sturzprophylaxe-Training

C. Becker, U. Lindemann, P. Regelin, J. Winkler, A. Hammes

Aquisgrana: Meyer & Meyer; 2015.

[18] Is strength training with free weights superior to machines for increasing strength in high functioning older adults?

N. Schott, B. Johnen, B. Holfelder

Exp Gerontol. 2019;122:15–24. doi: 10.1016/j.exger.2019.03.012.

[19] Draft for consultation: guidelines on physical activity and sedentary behaviour for children and adolescents, adults and older adults

OMS (2020b) Accesso: 19 maggio 2020

Crediti immagine di copertina

Sturzprävention Sturzprophylaxe

DrTorstenHenning, D-W015 Warnung vor Absturzgefahr ty,
identificato come di pubblico dominio, dettagli su Wikimedia Commons



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