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Diastasi dei retti dopo la gravidanza

Dopo la gravidanza si forma spesso una fessura visibile e palpabile tra i muscoli retti addominali superficiali: la diastasi dei retti. Questa non viene percepita solo come un fastidio estetico dalle persone colpite, ma può avere ripercussioni su tutto il corpo. Come influisce la diastasi dei retti sull'organismo? Ed esistono forme terapeutiche o programmi di esercizi in grado di favorirne il processo di guarigione?
Definizione
La diastasi dei retti descrive l'allontanamento dei due muscoli retti dell'addome (m. retto dell'addome) lungo la linea mediana verticale della pancia (linea alba) [1].

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Viene diagnosticata quando si è formata una fessura palpabile di oltre due cm. Normalmente, la distanza (distanza inter-retti) tra i due muscoli retti dell'addome è di soli circa 20 mm [2]. La diastasi dei retti può manifestarsi in entrambi i sessi e in tutte le fasce d'età, ma compare più frequentemente nelle donne in gravidanza [3].

Ken Hammond (USDA), PregnantWoman, contrassegnato come di pubblico dominio, dettagli su Wikimedia Commons
Infatti, durante la gravidanza la muscolatura addominale diventa più elastica e mobile a causa degli influssi ormonali. Il m. retto dell'addome a due ventri muscolari si assottiglia e si sposta lateralmente per fare spazio all'utero che cresce. A causa di questo cambiamento di posizione topografica, entrambi i muscoli retti addominali a destra e a sinistra della linea alba perdono la loro effettiva direzione di trazione. Perdono il loro allineamento originario, determinato dal decorso rettilineo delle fibre, risultando limitati nelle loro funzioni. Poiché la connessione della guaina dei retti al termine della gravidanza diventa molto sottile a causa di alterazioni del tessuto connettivo, i muscoli retti possono allontanarsi verso l'esterno senza ostacoli. Nel primo puerperio, fino al decimo giorno dopo il parto, una distanza di 1-2 dita traverse tra i ventri muscolari è considerata fisiologica. Se la distanza è maggiore, si parla di diastasi dei retti; in questo caso viene a mancare il sostegno centrale. La diastasi dei retti diventa quindi visibile in tutti i casi di aumento della pressione intra-addominale (ad es. durante un sollevamento del busto) come una protrusione appuntita dei visceri tra i muscoli retti separati. Se una simile diastasi dei retti non viene trattata, in alcune donne può persistere per mesi o addirittura per anni [4].

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Effetti e correlazioni
La diastasi dei retti si sviluppa già nel corso della gravidanza e nella maggior parte dei casi si manifesta a partire dal terzo trimestre. Spesso, però, persiste anche dopo il parto [4]. Nello studio di Blaschak & Boissonnault [5], il 66% delle 71 donne esaminate presentava una diastasi dei retti nel terzo trimestre. Subito dopo il parto la percentuale era ancora del 53% e tra la quinta e la settima settimana post-partum il 36% delle partecipanti mostrava ancora una diastasi. Ciò dimostra che, sebbene l'insorgenza della diastasi dei retti diminuisca nella fase post-partum, non scompare spontaneamente in tutte le donne dopo il parto [5]. Una diastasi dei retti persistente viene spesso associata a disturbi come dolori lombari e mal di schiena o incontinenza [6]. Si presume che la stabilizzazione della parte inferiore della colonna vertebrale non possa più essere pienamente garantita. Di conseguenza cambia l'intera statica corporea, dalla postura dei piedi a quella della testa; anche la gabbia toracica (torace) e i movimenti respiratori possono esserne influenzati. Questa respirazione scorretta e l'alterazione della statica si ripercuotono poi sul pavimento pelvico e sugli organi addominali e pelvici [4]. Tuttavia, allo stato attuale della letteratura scientifica non è ancora sufficientemente chiaro in che misura la diastasi dei retti influenzi i disturbi menzionati [6]. Benjamin et al. [6] hanno esaminato nella loro revisione sistematica se la diastasi dei retti abbia un impatto sulle disfunzioni muscoloscheletriche, sul dolore e sulla qualità di vita delle persone colpite. Hanno riscontrato una correlazione tra la diastasi dei retti e la comparsa del prolasso degli organi pelvici. Hanno inoltre scoperto che la diastasi dei retti può influenzare la qualità di vita correlata alla salute, la forza della muscolatura addominale e l'intensità del dolore alla parte bassa della schiena. Tuttavia, non hanno riscontrato alcuna correlazione significativa tra la diastasi dei retti e la comparsa di incontinenza o di dolori nell'area pelvica [6]. Il modo in cui la diastasi dei retti sia correlata ad altri disturbi deve quindi essere studiato più a fondo per poter trarre conclusioni definitive.
Riabilitazione e allenamento
In presenza di una diastasi dei retti, come metodo di trattamento conservativo vengono indicate la fisioterapia e l'osteopatia. Tuttavia, finora non esiste un protocollo di esercizi generalmente accettato o linee guida ufficiali di trattamento [7]. Esistono innumerevoli approcci terapeutici e forme di cura, ma pochissima ricerca in questo campo. Ancora oggi si discute se durante l'allenamento la diastasi dei retti debba essere avvicinata manualmente o meno. Anche l'effetto della muscolatura addominale profonda (m. trasverso dell'addome) sulla diastasi dei retti non è ancora del tutto chiarito. Si presume tuttavia che, una volta attivata, la muscolatura addominale profonda tenda ad allontanare ulteriormente la diastasi dei retti, risultando quindi controproducente. Uno studio di Thabet et al. [8] ha dimostrato che un programma di esercizi con avvicinamento passivo della linea alba, attivazione del pavimento pelvico, esercizi respiratori e plank porta a una maggiore riduzione della distanza inter-retti rispetto a un classico allenamento per gli addominali. In uno studio di Gluppe et al. [9], invece, un gruppo di donne che eseguiva un programma settimanale di esercizi per i muscoli addominali e del pavimento pelvico è stato confrontato con un gruppo che non svolgeva alcun esercizio. Tra i due gruppi non sono state riscontrate differenze nemmeno dopo diversi mesi. La letteratura scientifica è quindi molto contraddittoria. Sebbene vi siano in parte risultati promettenti, non è ancora provato che programmi di esercizi mirati possano ridurre la diastasi dei retti. Va però precisato che finora come parametro di valutazione dell'evoluzione è stata quasi sempre analizzata solo la distanza inter-retti. Le ultime scoperte mostrano che non conta solo la distanza tra i ventri muscolari, ma anche la tensione della linea alba. Questa tensione assicura infatti che il contenuto addominale venga sostenuto adeguatamente e che la muscolatura addominale possa funzionare in modo ottimale [10]. È quindi possibile che gli esercizi fisioterapici non modifichino la distanza, ma abbiano un impatto positivo sulla tensione e di conseguenza sulle funzioni fondamentali. Oltre ai trattamenti conservativi, la diastasi dei retti può essere trattata anche chirurgicamente. Questo è però indicato dal punto di vista medico solo se oltre alla diastasi si è formata un'ernia addominale [11] o se la terapia conservativa non ha dato alcun risultato [7].
Conclusione
Finora purtroppo esiste poca ricerca scientifica in questo ambito e mancano procedure di test standardizzate e affidabili per valutare obiettivamente l'evoluzione della diastasi dei retti. Esistono moltissimi approcci terapeutici che però non sono ancora sufficientemente basati sull'evidenza. Tuttavia, partendo dai principi base della teoria dell'allenamento, il rinforzo della muscolatura addominale dovrebbe svolgersi in diverse posizioni di partenza e con un livello di difficoltà progressivo, prestando particolare attenzione alle esigenze e alle posizioni che causano ancora difficoltà. In questo modo, una terapia individuale e orientata alla funzionalità con esercizi specifici può aumentare la qualità di vita correlata alla salute e ridurre le limitazioni quotidiane delle persone interessate.
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Bibliografia
D. R. Benjamin, A. T. M. van de Water, and C. L. Peiris
Physiother. (United Kingdom), vol. 100, no. 1, pp. 1–8, 2014, doi: 10.1016/j.physio.2013.08.005.
[2] The normal width of the linea alba in nulliparous women
G. Beer, A. Schuster, and B. Seifert
Clin Anat., vol. 22, no. 6, pp. 706–711, 2009, doi: 10.1002.
[3] Management Strategies for Diastasis Recti
M. Y. Nahabedian
Semin. Plast. Surg., vol. 32, no. 3, pp. 147–153, 2018, doi: 10.1055/s-0038-1661380.
[4] Nach der Geburt Wochenbett und Rückbildung
A. Heller
1st ed. D-70469 Stuttgard: Georg Thieme Verlag, 2002.
[5] Incidence of diastasis recti abdominis during the childbearing year
M. J. Blaschak and J. S. Boissonnault
Phys. Ther. 1988 Jul;68(7):1082-6. doi: 10.1093/ptj/68.7.1082.
D. R. Benjamin, H. C. Frawley, N. Shields, A. T. M. van de Water, and N. F. Taylor
Physiotheerapy. 2019 Mar;105(1):24-34. doi: 10.1016/j.physio.2018.07.002. Epub 2018 Jul 24.
[7] Diastasis recti abdominis – A review of treatment methods
A. Michalska, W. Rokita, D. Wolder, J. Pogorzelska, and K. Kaczmarczyk
Ginekol. Pol., vol. 89, no. 2, pp. 97–101, 2018, doi: 10.5603/GP.a2018.0016.
A. A. Thabet and M. A. Alshehri
J. Musculoskelet. Neuronal Interact., vol. 19, no. 1, pp. 62–68, 2019.
S. L. Gluppe, G. Hilde, M. Tennfjord, and E. Engh
Annu. Rev. CyberTherapy Telemed., vol. 11, no. 4, p. 63, 2013, doi: 10.1097/01.numa.0000435373.80608.40.
D. Lee and P. W. Hodges
J. Orthop. Sports Phys. Ther., vol. 46, no. 7, pp. 580–589, 2016, doi: 10.2519/jospt.2016.6536.
W. Reinpold et al.
Front. Surg., vol. 6, no. January, pp. 1–6, 2019, doi: 10.3389/fsurg.2019.00001.
Crediti immagine di copertina

Ken Hammond (USDA), PregnantWoman, contrassegnato come di pubblico dominio, dettagli su Wikimedia Commons



